Totalmente contempla, è fissa
sui neri alberi irsuti,
sulla nera acqua fremente,
osserva la pura realtà fenomenica,
e quegli uccelli senza fine,
nel rosso di questa terra…
Tutto, tutto affonda
( come lussurioso, pestilenziale)
nei vuoti cristallini
neutri passivi,
nello scorticato biancore,
nella vermiglia goccia.
La luce è fredda
- di crudeltà immota -
straordinariamente e inumanamente
sono nostri,
tutti questi sibilanti elusivi fiori di fiamma,
lo scheletro di cristallo.
( E c'è lei,
che salmodia ferocemente,
in una lingua morta…).