POETARUM SILVA- ALCUNI MIEI TESTI

10 ott

ecco il link:

http://poetarumsilva.wordpress.com/2011/10/09/editi-da-febbre-lessicale-dominica-villa-balbinot/

LINK recensione

2 ott

Recensione – a cura di Antonio Spagnuolo- sul quotidiano nazionale IL DENARO
del mio libro FEBBRE LESSICALE

http://villadominicabalbinot.wordpress.com/2011/10/02/link/

ERA FINITA LA BREVE FIORITURA

27 set

Era finita la breve fioritura,
e era il culmine del giorno
sopra il riflesso della montagna in fiamme:
il suo vero significato,
il momento della resa…

Qui era l'infiammato punto.
la acqua ferma e il viluppo di radici,
quell'ombra del cappio
  (e l'aspirato ago,
i muti sarcolemmi nella gola).
Amante della distanza
nell'ultima tana si acceca,
pesa il tragico sogno
-nell'intrico delle deformità, in quell'icore.
Bramavano essi tutti di farsi inghiottire
da qualcosa più grande di loro,
per conoscere il cuore di questo spazio, di questo silenzio:
la reliquia sottile,
una tensione vitrea nel libro estremo,
tutta quella disnatura
( con la luna colore di sangue
che sorge nel deserto).

link

16 set
http://poetrydream.splinder.com/post/25552338/recensione-n-179

ALL’INNOMINABILE MARE, A QUEL CRUORE

6 set

…Oh, potere mai sfuggire alle squadre dei demolitori,
all’angelo sterminatore.
a quella  ghigliottina…
( oh, l’ubicazione antica della forca!)…
 
 
Va fin verso quel deserto cuore
- della città della sabbia:
non tutti i mutanti sopravvivono,
all’innominabile mare-a quel cruore-
ai rossi minuti della notte
( alle schiere impeccabili dei  morti)
Dedica lei le sue mani
al rappreso sangue dell’anima feroce,
ma le sette poesie rimangono inchiodate ai muri,
solo rimane il nudo e tremendo campo,
incendi alimentati da quella glaciale brezza,
i corpi e i cuori deposti nel corso delle generazioni
-per nuovi tormenti,
- per i nuovi tormentati…
 

 

OH VOI CHE AVETE MORTI

17 ago

Oh , voi
voi che avete morti
seppelliti sotto l'erba verde
- all'ingiù, verso lo sconvolto fondo
( dentro la terra,
dentro la terra,
dove è buio…)

Questo fu,
l'iniziale deliquio del sotterraneo uomo
( è la anima tutta che si rivolta)
nel profumo dei fiori esausti,
mentre si alzava il grido breve
di qualche notturno uccello.
Pensava alla stirpe dei condannati,
tra facciate di cemento recente e scabro
- e nella sfigurazione della febbre,
[ ma non c'era traccia di essudazione,
in quella suprema disperata contrazione]:
nei sudari di luce, si muore,
- e nel vano ardore-
in quel firmamento bluastro
di cui non si ammette la belllezza…

LA LUNGA CONVULSIONE SENTE

11 lug

Malata di morva
la lunga convulsione sente,
quel biancore ardente di gelo:                                
fermato il deflusso del sangue
  come da una arteria aperta
risulta inerzia agli apicali
-e con crepitazioni,
i piccoli fuochi mai spenti…
Dileguava ora quel pallore,
nel canto dell’ultimo uccello azzurro,
nel mutilato tempo;
e il cielo era ormai vuoto di colori:
non rimaneva che l’eco della verde  radiosità,
laggiù oltre i monti-
  fino tra i disfatti
[…Oh, ma le acque nel bosco erano nere
terribilmente nere..
 così silenziose… terribilmente silenziose…
Le nostre ossa si sciolgono-
- in tutto questo urlio-
e c’è l’occhio violaceo dell’animale
(quello di tutti li curvati)
il taglio bianco della pelle
- quei fasci denudati dei lunghi muscoli
e a scorticare.]

IN QUESTE SPORADICHE SILENTI RADURE

7 giu

…””Essi  dunque
raccoglievano le parole della agonia,
le parole spremute,
ma anche nel confortatorio
-  fin sul patibolo -
prevaleva  l’insensatezza delle cose"…

….In queste sporadiche silenti radure
(nelle lande fiorite del sangue,)
voi ci avete già abituati,
al principio della segregazione,
a sofferire di una forma di ostinazione spirituale:
come se poi si avesse ricevuto una ferita
–In questi alti cieli pallidi…sulla calcinata terra –
una speciale esecrazione,
la dovuta incandescenza dai colpi del male
Ma duri sono,
i tendini delle ossa,
e erano sanguigne, le stimmate dei chiodi,
e le occhiaie del morente
sempre si riempiono di ombre:
oh quale  !
quale lassitudine senza nome.!

,

POI VENNERO I MESI ULTIMI

6 mag

 

 
Dalle bassure
- da quel cupo -
era un tetro contagio    ;
la riassali l’orrore della muta.
che cosa preparassero quegli instancabili,
nella tenebra di tutti i silenzi
( e de le dissoluzioni,
de le cancellazioni,
in quei boschi e nelle morti dell’universo)
Partendo dalla perfezione teorica della teodicea
diede inizio allora,
alla grande requisitoria…
  Come in un dissanguinamento
percepì il mite splendore della luna
che illuminava l’assassinio,
 le parole terribili e misteriose
che gli dei possono rivelare agli uomini
la ritrazione,
una insanità senza alcuna scusa,
quell’organica strumentazione.
-  e l’obituaria-.
( Vide anche le croci confitte nel terreno.
e invano gridò nella sofocazione,
fino a farsi soffrire di dolcezza…)

S OLO QUELL’ESTREMO TAGLIO

12 apr

 
Non c’è poi nessun padre sulla terra,
forse invece l’odio tremendo
della dottrinaria dello gnostico
Avrei  solo e sempre dovuto sentire
l’estremo taglio della morte,
tutte quelle nuove furie
( E in una specie di tranquillo sfacelo,    
- nella ruina grande-
come se non ci si dovesse mai ,
potere conoscere in una altra carne…)
 

 
 
 
                                                                        
 
 
 
 
 

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